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Investiamo i Vostri $oldi come se fossero i nostri!

Se sei ancora tra coloro che pensano che la Banca faccia i tuoi interessi, questo blog non fa per te. Se invece vuoi investire al meglio i tuoi soldi, ELIMINANDO I COSTI INUTILI ED I PRODOTTI INEFFICIENTI dai tuoi investimenti, ALLORA SEI NEL POSTO GIUSTO!
Il Consulente Finanziario Indipendente è l'unica figura nel panorama finanziario italiano che, operando SENZA CONFLITTI D'INTERESSE, si colloca dalla parte di Risparmiatori, Liberi Professionisti, di Imprenditori e delle loro aziende, tutelando e salvaguardando i loro interessi da banche, promotori, posta e assicurazioni.
Operiamo sia nell'ambito degli INVESTIMENTI, scegliendo la loro migliore allocazione e gli strumenti meno costosi e più efficienti, sia nell'AREA CORPORATE, negoziando con le banche le linee di credito alle migliori condizioni
Nelle piccole realtà aziendali il nostro ruolo è quello di Direttore finanziario in outsourcing.

lunedì 27 febbraio 2012

IL CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE E GLI ALTRI ATTORI DEL MERCATO

Parlando con amici e conoscenti, noto spesso molta confusione nel distinguere le varie figure presenti nel panorama finanziario italiano. Approfitto di questo approfondimento per fare un pò di chiarezza. Vi siete mai chiesti come fanno le banche a chiudere bilanci in utile ed a pagare ai loro amministratori delegati stipendi e bonus vari di qualche milione di euro?
La risposta è piuttosto semplice e penso nota anche a chi guarda con distacco il mondo finanziario: la  maggior parte dei guadagni del sistema bancario deriva dalla vendita di prodotti. La banca, come del resto anche le assicurazioni e la posta non sono altro che supermercati in cui vengono venduti prodotti. Le figure con cui a vario titolo vengono in contatto i risparmiatori, non sono altro che venditori di questi prodotti e sono pertanto in conflitto d'interessi, in quanto vengono remunerati dagli intermediari per cui lavorano.
                                                           
Purtroppo, se non si possiede un'adeguata cultura finanziaria, le possibilità di sottoscrivere prodotti eccessivamente costosi o poco adatti a soddisfare i propri obiettivi finanziari, sono prossime al cento per cento. L'unica figura nel panorama finanziario che sta dalla parte dei risparmiatori è il Consulente Finanziario Indipendente, il cui servizio professionale è offerto a persone fisiche e giuridiche; l'indipendenza si ha solo quando il Consulente che è un libero professionista, può spaziare tra tutti gli strumenti e prodotti presenti nel mercato. Infatti il suo unico interesse è rendere soddisfatto il cliente, ricevendo un compenso esclusivamente da quest'ultimo.

Il Consulente Indipendente, quindi, non è un venditore, non è un promotore, non è un intermediario finanziario, ma è un esperto che lavora in forma completamente autonoma, per consigliare le migliori condizioni possibili sulla base di una componente oggettiva (migliori servizi a parità di costi, oppure minori a costi a parità di servizi) e soprattutto di una componente soggettiva (ovvero le caratteristiche personali ed ogni tipo di esigenza del destinatario dei servizi), in relazione a investimenti, previdenza, finanziamenti, mutui, tesoreria.

L'altro aspetto molto importante ed apprezzato dai clienti, oltre all'assoluta personalizzazione del rapporto, consiste nel fatto che il Consulente Indipendente non detiene mai, in nessun modo, somme di denaro dei suoi clienti, nè riceve alcun genere di procura per sottoscrivere contratti od inviare ordini per conto del cliente. Al contrario, il Consulente affianca i propri clienti presso gli intermediari, li assiste nell'esecuzione degli ordini e nella sottoscrizione  dei contratti.

Last but non least, la parcella pagata al Consulente Indipendente è sempre notevolmente inferiore rispetto ai costi occulti presenti nei prodotti che collocano banche, assicurazioni e posta. A questo punto avete tutti gli strumenti per scegliere se preferire chi vende prodotti da cui trae un guadagno diretto od indiretto o chi consiglia esclusivamente nel vostro interesse.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

martedì 21 febbraio 2012

VOLA IL PORTAFOGLIO AZIONARIO ITALIA

Mentre lo spread Btp/Bund continua a restringersi (oggi 3,45%) e i principali indici azionari segnano dall'inizio dell'anno una performance decisamente positiva, il Portafoglio Azionario Italia che ha approntato lo Studio Andreoli & Taccuso a fine 2011, sta segnando una performance di oltre il 22%. Nonostante la maggior parte degli analisti e delle agenzie di rating fossero negative per quanto riguarda il 2012, alcune considerazioni macroeconomiche relative all'Italia, ma anche l'analisi dei fondamentali di molte società a media e piccola capitalizzazione ampiamente sottovalutate dal mercato, ci hanno portato ad aumentare decisamente il peso della Borsa Italiana nei Portafogli dei nostri clienti. Cosi', ad inizio 2012, accanto ai titoli bancari che erano stati molto penalizzati dal downgrade dell'Italia, sono state aggiunti titoli di società in cui stanno avvenendo ristrutturazioni (Fondiaria Sai per fare solo un nome), ma anche gioielli dell'imprenditoria italiana con forte vocazione all'Export. Il risultato è una performance di Portafoglio, in nemmeno di due mesi, di notevole rispetto, frutto di analisi attente e con un occhio costantemente orientato ai mercati.
Ma il vero vantaggio della Consulenza Finanziaria Indipendente è un servizio personalizzato, in cui non si fa una vendita di prodotti, come in banca, ma il cui unico obiettivo è la soddisfazione dei nostri clienti e delle loro esigenze finanziarie, attraverso un'attenta pianificazione.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

martedì 14 febbraio 2012

CALA LO SPREAD, MA IN BANCA I COSTI PER I CLIENTI SALGONO SEMPRE!

Nella mia attività di consulente, ho a che fare tutti i giorni con banche e con imprenditori. E se per quanto riguarda gli investimenti le cose da dicembre ad oggi sono sensibilmente migliorate, per quanto riguarda la parte passiva, invece, non si nota alcun miglioramento a livello di condizioni, anzi!
Nonostante l'Euribor, il tasso a cui avvengono le transazioni tra le grandi banche europee, sia in netto calo (1,05% a tre mesi ed 1,3 a 6 mesi), cosi' come in netto calo è lo Spread Btp/Bund (oggi a 3,64%) rispetto ai picchi di dicembre, le condizioni praticate alle aziende sono invece in costante aumento. Sugli affidamenti di cassa vengono praticati tassi assurdi, con picchi anche del 13-14%, cosi' come sono nettamente aumentate tutte le spese di affidamento e tutte le condizioni accessorie.
Come sempre succede i costi della crisi vengono fatti pagare ai clienti. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, i clienti non hanno la consapevolezza che la banca è solo un fornitore di servizi e che se non pratica condizioni accettabili si può tranquillamente abbandonarla, chiudendo il conto ed aprendolo alla concorrenza. La riprova ce l'ho tutte le volte che mi capita di andare in banca con i miei clienti imprenditori. Dapprima il funzionario di turno prova a replicare con le solite scuse banali, legate ai mercati od al rating dell'azienda, poi sapendo che anche il sottoscritto ha lavorato in banca per tanto tempo e certe argomentazioni non attaccano, le condizioni, come per incanto, vengono drasticamente abbassate. E tutte le volte mi chiedo: ma perchè si deve provare sempre quella brutta sensazione che se non stai attento la banca cerca di fregarti in tutti i modi?
Un'attenta gestione degli affidamenti e delle condizioni bancarie, da parte dell'imprenditore o di chi lo assiste, può portare nell'arco di un anno anche a risparmi nell'ordine di qualche migliaio di euro. Ed in tempi di crisi non è certo poco!!

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 8 febbraio 2012

Comunicato Stampa Nafop: "Con il Governo Monti la Consulenza Indipendente può partire"

Ritengo utile portare all'attenzione dei numerosi lettori di questo blog, il Comunicato che Nafop, la principale Associazione Italiana dei Consulenti Finanziari Indipendenti, ha diffuso in questi giorni per facilitare lo sviluppo della categoria dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente in Italia.
Il nostro Paese è l'unico in Europa, a distanza di oltre quattro anni dall’entrata in vigore della Direttiva europea Mifid, che non ha ancora definito completamente la normativa riguardante la categoria, bloccando di fatto lo sviluppo di una professione nata a tutela e protezione degli investitori. Attualmente, infatti, in Italia sono operativi a termini di legge solo poche centinaia di Consulenti Finanziari Indipendenti, tra cui lo Studio Andreoli & Taccuso di Mantova.
In questo nuovo scenario di riforme, liberalizzazioni, idee per lo sviluppo e la concorrenza, NAFOP ritiene che, anche grazie all’azione del Presidente del Consiglio, nonché Ministro dell’Economia, Mario Monti, nessun conflitto di interesse possa determinare nuovi ed ulteriori ritardi nell’istituzionalizzazione della categoria, nella quale le Autorità hanno già previsto l’ingresso di diverse migliaia di nuovi professionisti.

Ecco il testo del Comunicato:
Verona, 6 febbraio 2012 – Dopo la lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministero dell’Economia, NAFOP, associazione nazionale che rappresenta i professionisti e le società di consulenza indipendente fee only (solo a parcella), ha elaborato una proposta concreta e realmente percorribile per l’avvio immediato del Registro dei consulenti finanziari indipendenti. La categoria, infatti, attende da quattro anni la creazione dell’Albo nazionale previsto dalla Legge.

Premessa
Nel Documento del Tavolo di Lavoro Consob a cui NAFOP ha partecipato attivamente (agosto/dicembre 2010) è contenuto un “business plan” che evidenzia un fabbisogno finanziario iniziale per l’avvio dell’Albo che, seppur contenuto rispetto alle stime prospettiche di sviluppo della categoria individuate in 5/10.000 soggetti, è stato informalmente indicato quale unica causa ostativa all’effettiva operatività dell’Albo stesso.

Proposta NAFOP
Considerato che la normativa sui requisiti ed il Regolamento sugli adempimenti dei consulenti finanziari indipendenti sono già stati redatti e pubblicati dalle Autorità competenti (Ministero dell’Economia e Consob), NAFOP ha individuato una semplice soluzione che si compone di due fasi:
1. nella prima, si prevede la creazione di un “Registro” all’interno del quale possano confluire tutti quei soggetti già in possesso dei requisiti stabiliti dalla Legge (che rappresentano la maggior parte dei futuri iscritti), non tenuti al superamento della prova valutativa (promotori, dipendenti bancari, dipendenti di altri soggetti abilitati e soggetti indipendenti operativi).

Tale soluzione permetterebbe in un primo momento di non dover sostenere i costi per l’organizzazione dell’esame, di poter disporre immediatamente di risorse derivanti dal pagamento dell’iscrizione al Registro stesso e di consentire all’Autorità di Vigilanza di disporre di un elenco di professionisti e società di consulenza già operativi che possano agire in un contesto regolato e non solamente autoregolamentato come avviene oggi.
2. in una seconda fase, con le risorse derivanti dalle quote di iscrizione, sarà possibile organizzare le sessioni d’esame necessarie per l’accesso alla professione di coloro i quali non dispongono dei requisiti e devono pertanto superare la prova valutativa.

Inoltre:
- la vigilanza dei soggetti iscritti al Registro sarebbe assolta da Consob, il cui compenso verrebbe prelevato dalla quota di iscrizione;
- per l’iscrizione e la verifica dei requisiti, si può prevedere l’autocertificazione in quanto i soggetti esonerati dalla prova valutativa possiedono già i requisiti stabiliti dal decreto 206/2008 (promotori, dipendenti bancari, dipendenti di altri soggetti abilitati e soggetti indipendenti già operativi);
- NAFOP si attende prudenzialmente un numero minimo di iscritti di 1.500/2.000 unità alla fine dei primi dodici mesi (dal 30 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013).

I requisiti per l’iscrizione all’Albo stabiliti con il Decreto 206/2008 devono essere mantenuti e riferiti al 30 giugno 2012 per tutti gli operatori, in modo da regolarizzare le posizioni dei soggetti che a causa dell’assenza della normativa non hanno potuto iscriversi all’Albo che in base alla Legge avrebbe dovuto essere operativo, appunto, alla data del 30 giugno 2008.

Auspichiamo tutti una risoluzione positiva della questione che permetterebbe soprattutto a milioni di italiani di avvicinarsi ad una professione che è l'unica che tutela risparmiatori, aziende ed enti pubblici, sia dal lato degli investimenti che da quello dei finanziamenti e delle varie linee di credito.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it 

venerdì 3 febbraio 2012

UN GUADAGNO FACILE FACILE

Quando a novembre e dicembre su tutti i giornali e su molti blog di finanza si leggeva di una possibile uscita dell'Italia dall'Area Euro e di spread Btp/bund ai massimi, i titoli di Stato italiani quotavano a prezzi veramente da saldo e presentavano di conseguenza rendimenti molto alti. Le cassandre parlavano di scenari apocalittici, autorevoli analisti e blogger italiani consigliavano di vendere tutto ciò che riguardasse l'Italia (sia azioni che titoli di Stato) e scappare all'estero. Proprio in quella fase, invece, a riprova che la teoria contrarian sui mercati spesso paga, lo Studio Andreoli & Taccuso ha fatto invece comprare ai suoi clienti, anche quelli più prudenti, una quota rilevante del Portafoglio in Cct e Btp. Ed il risultato lo vedete dal grafico qui sopra. Trattasi del BTP 1/8/2017 cedola lorda del 5,25% annuo (cod. Isin IT0003242747); a fine novembre, prima dell'insediamento del Governo Monti, il Btp quotava poco più di 89, con un rendimento di oltre il 7%. In soli due mesi, grazie alla progressiva riduzione dello Spread Btp/Bund ed alla massicce iniezioni di liquidità della Bce, il titolo è rimbalzato sino ai 103 dei giorni nostri, con una performance assoluta del 16,50% in soli due mesi!!! Non male, in pochissimo tempo si è fatta la performance di tutto l'anno, ed ora, volendo, si può anche prendere profitto, riducendo l'esposizione, in attesa di capire le evoluzioni delle maggiori economie. Ecco un esempio concreto di come si può operare con serenità sui mercati, consigliando ai propri clienti esclusivamente ciò che è nel loro interesse.
Capita cosi' anche a Voi con il consulente della Vostra banca?

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 1 febbraio 2012

L'IMPEGNO E LA PASSIONE FANNO LA DIFFERENZA

Quando mi contattò per la prima volta a fine novembre dello scorso anno, il Sig. M.R. (per motivi di privacy scriverò solo le iniziali) doveva investire circa 100mila euro. Era una somma riveniente da un'eredità di un parente defunto che M.R. non aveva ancora deciso come investire. "Mi sono recato alla mia banca, raccontò, ma la persona che era allo sportello non sembrava tanto interessato a me ed alle mie esigenze finanziarie, sembrava più ingolosito dalla possibilità di vendere facilmente qualche prodotto come da catalogo".
M.R. aveva letto qualche mio articolo sull'inserto Plus del Sole 24 Ore e si mostrò interessato alla mia professione, così mi fece qualche domanda: "ma lei è davvero indipendente e fa solo gli interessi dei suoi clienti? E' vero che mi fa risparmiare soldi?"
Ottenute le risposte che andava cercando, a dicembre venne da me con la lista di quello che la sua banca gli aveva proposto: una polizza Unit Linked con caricamenti del 8%, obbligazioni non quotate della casa a sei anni e piani di accumulo in fondi, piuttosto scarsi, sempre della Banca.
Mi chiese: "cosa ne pensa della proposta che mi hanno fatto?"
La mia risposta fu: "Io non farei proprio nulla di quello che le hanno proposto". L'avevo immaginato, mi disse: "cosa ne dice di cominciare a seguire anche me?" Per farvela breve da li' partì la nostra collaborazione ed a ieri, 31 gennaio, dopo un mese il suo portafoglio è di 118.250 euro. Avete capito bene: oltre il 18% mensile!!
Volete sapere come? Inserendo una selezioni di azioni italiane (banche e società small cap), titoli di stato, Etf ed Etc, tutti strumenti semplici e quotati che le banche non propongono perchè non li fanno guadagnare abbastanza! Per loro è meglio collocare, in netto conflitto d'interessi, prodotti molto più opachi ed inefficienti che ingessano il Portafoglio e vincolano i clienti per anni!
Nel nostro caso, il mese è andato meglio di ogni aspettativa e non abbiamo l'illusione di fare sempre performance tanto brillanti, ma la scelta oculata degli strumenti giusti, passione e dedizione per il nostro lavoro e la giusta focalizzazione ci ha consentito di fare la differenza.
Perchè come sapete, in Banca non si stampano soldi e sui mercati finanziari avviene soltanto un passaggio di ricchezza da quello che viene definito in modo poco carino "parco buoi" alle mani forti.
E la storia si ripete regolarmente.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it