Pagine

Investiamo i Vostri $oldi come se fossero i nostri!

Se sei ancora tra coloro che pensano che la Banca faccia i tuoi interessi, questo blog non fa per te. Se invece vuoi investire al meglio i tuoi soldi, ELIMINANDO I COSTI INUTILI ED I PRODOTTI INEFFICIENTI dai tuoi investimenti, ALLORA SEI NEL POSTO GIUSTO!
Il Consulente Finanziario Indipendente è l'unica figura nel panorama finanziario italiano che, operando SENZA CONFLITTI D'INTERESSE, si colloca dalla parte di Risparmiatori, Liberi Professionisti, di Imprenditori e delle loro aziende, tutelando e salvaguardando i loro interessi da banche, promotori, posta e assicurazioni.
Operiamo sia nell'ambito degli INVESTIMENTI, scegliendo la loro migliore allocazione e gli strumenti meno costosi e più efficienti, sia nell'AREA CORPORATE, negoziando con le banche le linee di credito alle migliori condizioni
Nelle piccole realtà aziendali il nostro ruolo è quello di Direttore finanziario in outsourcing.

giovedì 24 maggio 2012

COSA ATTENDERSI DAL CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE

L'andamento decisamente negativo dei mercati, crea sempre più incertezza tra gli investitori che spesso non trovano risposte adeguate dalla loro banca, specialmente in fasi di eccezionale crisi come quella che stiamo vivendo in questi giorni. In questo nuovo post pubblichiamo la risposta data qualche giorno fa ad un lettore del "Mattino", il quotidiano locale di Padova.
"Sto pensando di avvalermi del Consulente Finanziario Indipendente. In che modo può essermi utile?"
Dopo un'attenta ed accurata analisi della situazione del cliente, il consulente finanziario indipendente con particolare riferimento agli obiettivi ed alle aspettative in termini di servizio reso, fornisce indicazioni circa la riorganizzazione del patrimonio, ottimizzando le varie aree di intervento: finanziaria, assicurativa, immobiliare, fiscale e successoria. Per la parte finanziaria ed assicurativa evidenzierà la qualità dei prodotti detenuti in portafoglio oltre ai costi inutili o esagerati. Indirizzerà dunque il cliente verso strumenti e scelte efficienti, ottenendo il duplice effetto di far risparmiare sui costi/commissioni e nel contempo ottenere performance migliori. I consigli profusi contribuiranno alla costruzione di un portafoglio ottimale a solo ed esclusivo beneficio del cliente. I restanti aspetti vengono trattati studiando soluzioni "su misura" per le specifiche esigenze del caso.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com


martedì 22 maggio 2012

GLI INVESTITORI E LA CRISI DEI MERCATI

Si è conclusa da poco la tredicesima edizione dell'ITForum, organizzata nel nuovissimo Palacongressi di Rimini. Quella di quest'anno è stata senza dubbio una manifestazione svoltasi in un clima particolare per la fase molto incerta che stiamo vivendo.
C'è stata molta partecipazione di pubblico, forse anche più del previsto, ma mentre negli anni scorsi la sensazione era quello di essere nel Paese dei Balocchi della Finanza, stavolta ciò che più mi ha colpito è stato il senso di incertezza e talvolta di smarrimento che aleggiava nelle varie sale. Il clima di insicurezza diffusa dovuta alla situazione greca, all'evoluzione dello scenario nell'area euro ed alle difficoltà che sta incontrando il nostro Paese su tutti i fronti, hanno prevalso sulle piattaforme più all'avanguardia ed i sistemi di trading più evoluti. Siamo in uno scenario del tutto inedito in cui anche le certezze storiche che ci hanno sempre accompagnato sono messe a dura prova.
E' evidente che in tale situazione il trading e la sete di guadagno facile lasciano posto al bisogno di  sicurezza che ha l'investitore.
L'evento organizzato da Nafop, a cui ho avuto il piacere di partecipare in qualità di relatore, dal titolo "Il mio patrimonio supererà la crisi dei mercati?" ha cercato di dare risposte in tal senso, senza avere la pretesa di avere la sfera di cristallo o la bacchetta magica.
Oggi gli investitori hanno perso del tutto la fiducia nelle banche che, troppo spesso, si dimostrano partner poco affidabili e poco attente alle esigenze sia dei privati che delle aziende. Purtroppo nelle scuole italiane non viene insegnata l'educazione finanziaria e sono pochi coloro che hanno il tempo, la voglia e le competenze per misurarsi con profitto con le onde di Elliot, le Bande di Bollinger o le Candele Giapponesi. La stragrande maggioranza degli italiani si presenta ancora allo sportello della propria banca o della posta ed ascolta lo sportellista di turno che, forte dell'asimmetria informativa, rifila i soliti prodotti da catalogo, quasi sempre inefficienti e con commissioni alte, senza considerare le vere esigenze dei clienti e i loro obiettivi finanziari. Oggi chi investe ha bisogno di persone affidabili a cui potersi rivolgere, a cui spiegare i propri problemi, le proprie esigenze e spesso anche le proprie paure.
In scenari come quello che stiamo vivendo anche l'emotività gioca un ruolo importante ed a questo riguardo la finanza comportamentale riveste un ruolo fondamentale. Per ottenere risultati nel tempo servono un metodo efficace, tanta costanza, tanta pazienza e, se non si è in grado di gestire da soli il proprio patrimonio, anche il supporto di un professionista serio e preparato, il cui interesse esclusivo coincide con quello dei suoi clienti e che, attraverso un'attenta ed oculata diversificazione e l'utilizzo dei migliori strumenti, aiuta l'investitore a raggiungere i principali obiettivi finanziari.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

lunedì 14 maggio 2012

Lo Studio Andreoli & Taccuso all'ITForum 2012 di Rimini

E' ormai alle porte l'edizione 2012 dell'ITForum di Rimini, il più importante evento italiano dedicato al risparmio ed al trading. Quest'anno si colloca in un momento molto particolare, di recessione del nostro paese e più in generale di crisi di tutta l'area Euro. E' senza dubbio una fase in cui  le certezze storiche che ci hanno sempre accompagnato, anche come semplici cittadini, stanno vacillando e quindi la due giorni che si terrà il 17 ed il 18 di maggio sarà l'occasione per tutti i partecipanti per fare chiarezza ed avere risposte più esaurienti possibili a numerosi quesiti.

Come Studio Andreoli & Taccuso parteciperemo in qualità di relatori all'evento che si terrà giovedi' 17 alle ore 11,30 dal titolo "Il mio patrimonio supererà la crisi? La parola ai consulenti finanziari indipendenti", link dell'evento http://www.itforum.it./banner-gallery/index.php?idfrom=REL716&ch=
Nella conferenza a cura di Nafop, in cui i relatori saranno tutti consulenti indipendenti, si parlerà di protezione e corretta gestione del patrimonio, con particolare riguardo ai servizi esclusivi che come consulenti fee only eroghiamo ai nostri clienti.

E' utile ancora una volta ribadire che il consulente finanziario indipendente è l'unica figura che si colloca veramente dalla parte dei risparmiatori, essendo remunerato esclusivamente a parcella e non percependo alcun tipo di commissione o provvigione da banche, Sgr o intermediari finanziari. In una fase storica in cui le banche, a causa dei numerosi scandali, si dimostrano interlocutori sempre meno affidabili e credibili per risparmiatori, imprenditori e liberi professionisti, è fondamentale avere una figura di riferimento che possa supportare e consigliare al meglio per superare questa difficile fase. Per questo motivo oltre all'evento menzionato, durante tutto l'ITForum saremo a disposizione di tutti coloro che ci vorranno conoscere o che avranno quesiti da sottoporci. A tal fine, per fissare un eventuale appuntamento ricordiamo la nostra mail ed il cel. che è 346/3849424. Vi attendiamo a Rimini numerosi.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com 


martedì 8 maggio 2012

INVESTIRE IN TEMPI DI CRISI

La nuova settimana dei mercati finanziari inizia meglio di quanto si potesse pensare dopo le prime battute di contrattazione. Infatti dopo la chiusura decisamente negativa delle borse asiatiche, tutte le borse europee hanno dapprima aperto in forte calo, per poi recuperare nel corso della seduta e chiudere addirittura in territorio positivo. Tuttavia ciò che è successo oggi non deve farci dimenticare le nubi minacciose che si addensano sui listini e che ci accompagneranno anche nei prossimi mesi.

E' di oggi il calo addirittura del 7,5% della produzione industriale spagnola nel mese di marzo, che si va a sommare ai timori riguardanti l'intero settore bancario. Venerdì abbiamo avuto in America i dati negativi riguardanti i non farm payrolls, ossia i salariati non agricoli ed in settimana la variazione negativa dell'indice ISM non manifatturiero, attestatosi a livelli inferiori a quelli previsti.                                                                                                                                                                               
Più in generale va detto che nel 2012 la crescita mondiale sarà più fiacca del previsto in quei paesi che dovrebbero svolgere il ruolo di locomotiva, mentre nei cosiddetti Piigs la recessione sarà peggiore del previsto. In funzione di tale scenario, mentre nei primi mesi dell'anno si poteva cavalcare i rialzi dei listini, ottenendo performance anche a doppia cifra, nei prossimi mesi, probabilmente, non ci sarà da aspettarsi molto dagli investimenti e l'imperativo sarà quello di difendere e preservare il proprio capitale.
               
Ecco quindi che il nostro Studio ha rivisto i propri portafogli che, per la parte azionaria, saranno più esposti in quelle aree che mantengono comunque una forza relativa come Usa e Germania ed i Paesi Emergenti. Un peso rilevante nei Portafogli verrà dato all'utilizzo di strumenti flessibili ed a ritorno assoluto che già in passato hanno dimostrato di dare notevole valore aggiunto, ottenendo rendimenti positivi anche in fasi molto volatili o negative come quelle dell'ultimo periodo. Peccato che tale tipologia di strumenti venga del tutto trascurata dalle banche tradizionali che, anteponendo sistematicamente i propri interessi a quelli dei clienti, continuano a proporre le proprie obbligazioni e strumenti opachi ed inefficienti come le polizze assicurative che non sono mai vincenti in nessuna situazione di mercato. 

A tal riguardo va detto, però, che anche la consapevolezza dei clienti dovrebbe aumentare: gli andamenti volatili dei mercati richiedono un approccio agli investimenti più dinamico e puntuale.
Ricordiamo che i portafogli che approntiamo, oltre che essere fatti su misura per le esigenze e gli obiettivi finanziari di ogni singolo investitore, non hanno soglie minime d'accesso e, grazie all'utilizzo di utilizzo di strumenti efficienti, hanno sempre generato valore in questi anni.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

lunedì 30 aprile 2012

IL MADE IN ITALY VOLA IN BORSA

Nonostante il Ftse Mib, il principale indice italiano, sia negativo da inizio anno del 2% e rimanga ancora molto vicino ai minimi fatti segnare lo scorso autunno, non si può dire che la stessa sorte sia toccata a tutti i titoli quotati a Piazza Affari. Infatti mentre ci sono interi settori che mostrano una marcata debolezza (quello bancario in primis), ci sono anche società che non risentono minimamente della crisi che attanaglia l'economia italiana.

Sono i titoli delle società del lusso e delle moda tipo Salvatore Ferragamo (+81% da inizio anno), Benetton (+55%), Luxottica (25%), Geox (+13%), ma anche di quelle società più dinamiche votate all'export, il cui marchio è riconosciuto in tutto il mondo e che rappresentano eccellenze del made in Italy. Si tratta di Brembo (+29%), Pirelli (+41%), Interpump (+30%), Prysmian (+29%).
E' di questi giorni la quotazione sul listino della prima e sinora unica Ipo di Borsa Italiana, Brunello Cucinelli, uno dei marchi più esclusivi nel settore della moda a livello mondiale, specializzata nel cashmere. Venerdi' scorso, nel primo giorno di contrattazione ha fatto segnare un rialzo del 50% ed anche oggi ha guadagnato oltre il 3%.

Da tutto ciò si possono fare alcune considerazioni: gli imprenditori che hanno diversificato il proprio fatturato puntando sull'estero, hanno tratto sicuramente notevoli benefici e stanno cavalcando la crisi, anzichè subirla.
Per quanto riguarda gli investitori, invece, chi ha saputo diversificare, facendo stock picking, sta ottenendo ottimi guadagni anche in tempi di incertezza.
Segnaliamo che la nostra linea "Portafoglio Italia" è ampiamente positiva da inizio anno, con un rendimento di oltre il 12%.

Le occasioni sui listini ci sono sempre, l'importante è saperle cogliere.....

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com 




 

venerdì 20 aprile 2012

CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE: TUTTO QUELLO CHE C'è DA SAPERE!

Con la firma da parte del Presidente del Consiglio Mario Monti del tanto atteso decreto che disciplina i requisiti patrimoniali e di indipendenza delle società di consulenza finanziaria indipendente (Srl e Spa), sembra ormai prossimo, il varo dell'Albo dei Consulenti Finanziari Indipendenti. Poichè spesso ci giungono richieste di chiarimento da parte dei nostri lettori relativamente a questa nuova figura professionale che si colloca dalla parte di Risparmiatori, Imprenditori, Aziende ed Enti Pubblici, riassumiamo in questo articolo le principali domande.

Innanzitutto chi è il Consulente Finanziario Indipendente (CFI) e cosa significa "fee only"?                    
 Giuridicamente la figura professionale fa riferimento al contratto d'opera (art. 2222 del Codice Civile) e s'inquadra nella categoria dei prestatori d'opera intellettuale cosi' come disciplinato dagli articoli 2229 e seguenti; il CFI è quindi un libero professionista, esattamente come l'avvocato ed il commercialista e, come loro, viene pagato direttamente ed esclusivamente dai loro clienti attraverso una parcella (fee only). Non lavora per nessuna banca, società finanziaria o assicurativa, e non intrattiente con queste alcun rapporto di "collaborazione", non vende nessun prodotto e di conseguenza non riceve nè percentuali, nè provvigioni sul collocamento di prodotti.


In che modo il CFI può essermi utile?
Dopo un'attenta ed accurata analisi della situazione del cliente, il CFI con particolare riferimento agli obiettivi ed alle aspettative in termini di servizio reso, fornisce indicazioni circa la riorganizzazione del patrimonio, ottimizzando le varie aree di intervento: finanziaria, assicurativa, immobiliare, fiscale e successoria. All'atto pratico per la parte finanziaria ed assicurativa evidenzierà la qualità dei prodotti detenuti in portafoglio (spesso di difficile comprensione) oltre ai costi inutili o esagerati. Indirizzerà dunque il cliente verso strumenti e scelte efficienti, ottenendo il duplice effetto di far risparmiare sui costi/commissioni e nel contempo ottenere performance migliori. I consigli profusi contribuiranno alla costruzione di una portafoglio ottimale a solo ed esclusivo beneficio del cliente. I restanti aspetti vengono trattati studiando soluzioni "su misura" per le specifiche esigenze del caso.

Quanto costa la sua consulenza?
Il CFI, come si diceva prima, emette una parcella; a seconda dei servizi può utilizzare:
- la parcella oraria;
- una percentuale sul patrimonio oggetto della consulenza;
- parcella fissa a progetto per una pianificazione finanziaria;
- un mix tra percentuale e fisso. Cio che è bene evidenziare è che, in ogni caso, la parcella è sempre di gran lunga inferiore rispetto alle commissioni ed ai costi occulti praticati dalla banca, assicurazione o fondo d'investimento direttamente a fronte degli investimenti effettuati. Purtroppo il risparmiatore non è a conoscenza e non ha la percezione delle tipologie di "prelievi" a cui è soggetto. A conti fatti la parcella si “paga da sé” grazie all'efficienza delle scelte consigliate, ai risultati ottenuti e al risparmio di costi inutili.

Come si eseguono i consigli, le raccomandazioni del Consulente? Il cliente può tranquillamente continuare a mantenere il denaro presso la sua attuale banca, se ne è soddisfatto, senza spostare il denaro. Se il cliente lo ritiene opportuno può farsi affiancare dal Consulente nelle operazioni e, su richiesta, può anche indicare altri intermediari qualitativamente migliori in base alle necessità d'investimento del cliente.


Perchè non continuare a rivolgermi a chi mi dà la consulenza gratuita?
La "consulenza gratuita" svolta dalle banche o dai promotori finanziari, non è consulenza ma promozione, finalizzata alla vendita di un "prodotto", e non è gratuita come erroneamente si pensa, in quanto i prodotti proposti hanno una struttura di costi espliciti ed impliciti che viene solo parzialmente spiegata, ma molto più spesso occultata al cliente per ovvi motivi di vendita. Prendendo spunto da altri campi, è logico chiedere un consiglio sull'acquisto di un immobile al proprietario dello stesso? Sicuramente è meglio farsi fare una perizia da un proprio tecnico di fiducia che verifica le condizioni, il prezzo e via discorrendo. Gli investimenti mobiliari vanno valutati con altrettanta cura, ed è opportuno affidare tale valutazione a chi non ha interessi in gioco, ossia il consulente indipendente.


Alcuni operatori legati a rete bancarie dichiarano di fare "consulenza indipendente". Di che figure si tratta? Si tratta di promotori finanziari multibrand  (ossia che possono vendere prodotti di più case), la cui struttura bancaria ha voluto dare la parvenza di indipendenza "copiando" alcune caratteristiche della consulenza indipendente pura, come ad esempio il pagamento di una parcella. In realtà il tutto è un'abile mossa di marketing e i clienti si ritrovano a pagare due volte (parcella + costi dei prodotti) senza alcun beneficio. Questi operatori hanno ordini di "scuderia" e dei budget da rispettare e sono portati a vendere i prodotti sui quali il ritorno economico è più alto. In ogni caso si tratta di operatori che non sono in grado di prestare consulenza finanziaria indipendente, in quanto non riescono a superare il conflitto d'interesse che sta alla base del rapporto di agenzia o di lavoro subordinato per conto di una Banca o Istituto Finanziario/Assicurativo: più questi operatori fanno gli interessi dei clienti e meno guadagna la Banca e quindi loro stessi e viceversa.


Come fa il CFI a fare le stesse cose della banca?
Il CFI non si sostituisce alla banca! Assume il ruolo di controparte, di "filtro" grazie al quale il cliente può ottenere una consulenza indipendente per giudicare e scegliere gli strumenti e i prodotti che la stessa banca vende. La banca è solo un "negozio finanziario" da utilizzare come strumento operativo.


Ho delle garanzie se affido il mio patrimonio al CFI?
Il CFI non ha vincoli di rapporto subordinato con nessuna Banca, compagnia di assicurazione o Sim. Inoltre, a differenza di promotori ed assicuratori, il CFI non tocca mai il patrimonio del suo cliente; infatti è sempre il cliente che esegue le operazioni consigliate, direttamente presso la propria banca di fiducia.


Quali garanzie ho dal punto di vista professionale nell'affidarmi al CFI?
La prima importante garanzia è la scelta professionale di operare in totale indipendenza da qualunque società (banca, compagnia di assicurazioni, Sim, etc..). Inoltre il CFI ha normalmente alle spalle una notevole preparazione in materia economico-finanziaria; per quanto riguarda lo Studio Andreoli & Taccuso, sia il mio socio che il sottoscritto abbiamo  sostenuto l'esame Efpa, valido per la Certificazione di European Financial Advisor; successivamente abbiamo frequentato il Master Consultique prima di poter essere iscritti alla Nafop, la principale associazione di categoria, che garantisce il rispetto di un preciso codice deontologico. Precisiamo inoltre che con l'entrata in vigore dell'Albo di categoria, i nuovi iscritti dovranno sostenere un apposito esame sotto il controllo della Consob. C'è da aggiungere altresì che nello svolgimento dell'attività ci avvaliamo di società di analisi indipendenti che forniscono tutti gli aggiornamenti possibili e di sofisticati software finanziari. Un'ulteriore tutela sarà la sottoscrizione obbligatoria da parte del Consulente di un'assicurazione obbligatoria responsabilità civile professionale, una volta attuata la Direttiva Mifid.


Per quali patrimoni è conveniente utilizzare i consigli del CFI? Se ho pochi soldi posso affidarmi a lui?
La risposta più corretta è che conviene sempre utilizzare la professionalità del CFI. Il lavoro è remunerato in percentuale sul capitale trattato, quindi non ci sono limiti nè verso il basso, nè verso l'alto. E' evidente che maggior rilevanza ha il patrimonio, maggiori sono le opportunità di diversificazione e di utilizzo di strumenti sofisticati. Ma, più correttamente, diremo che è conveniente utilizzare la consulenza su tutto il patrimonio, per alcune ragioni; primo se il consulente è al corrente dell'intera consistenza patrimoniale, è in grado di predisporre correttamente il proprio lavoro; secondo, se il cliente, rivela solo una parte del proprio patrimonio al consulente e replica per dieci, cento, mille i suoi consigli, rischi di fare dei danni seri (sono ben diversi i consigli su un patrimonio di 50.000 € rispetto ad uno di 1.000.000 €); terzo, la parcella è proporzionalmente inferiore più sono elevati i patrimoni, poichè la parte di costi fissi si ammortizza.
L’elevato livello del servizio di consulenza è uno degli obiettivi di ogni professionista. Per mantenere questi standard e dedicare ad ogni cliente il tempo che un rapporto professionale richiede, è necessario non superare certe soglie in termini di numero di clienti. L’entità del patrimonio (sia finanziario che non) è una variabile importante che determinerà la tipologia di rapporto che si instaurerà con il cliente: più è complesso più il rapporto sarà “continuativo”, più è contenuto e più sarà “spot”.

Non credo di aver bisogno di qualcuno che mi consigli come investire il mio denaro!
L'esperienza degli ultimi anni ha indicato fortemente il bisogno di un'informazione chiara ed indipendente, obiettiva e comprensibile, in grado di aiutare gli investitori che decidono autonomamente come destinare i propri risparmi. I gestori professionali dei fondi di investimento hanno dato negli anni risultati sempre più deludenti, peggio ancora i gestori delle cosiddette Gpm e Gpf, che caricano di costi l'investitore. Oltre l'80% dei fondi comuni non riesce a superare l'indice di riferimento! La prima regola da seguire quindi è non fidarsi ciecamente di nessuno e non firmare deleghe di gestione. 


Non mi fido del mercato azionario. Devo per forza investire in azioni, se mi affido a voi?
Ovviamente no! Dipende dal profilo di rischio, dagli obiettivi posti in essere e da quello che si è concordato in fase preliminare. Lo Studio non ha alcun interesse nel proporre un investimento piuttosto che un altro. L'unico interesse è quello del cliente e le valutazioni sono assolutamente indipendenti nei giudizi.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova

domenica 15 aprile 2012

IL MIO PATRIMONIO SUPERERA' LA CRISI DEI MERCATI?

Dopo un trimestre di riduzione dello spread Btp/Bund e di rialzi dei listini azionari, sono bastate solo poche sedute per riportare lo spauracchio sui mercati ed a ricordare a tutti, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la crisi è ben lungi dall'essere terminata.
Ma se per i principali indici (SP500 e Dax), la correzione, per ora, è solo fisiologica perchè il trend rimane comunque impostato al rialzo, per quanto riguarda il Ftse Mib il calo è stato del 16% nelle ultime 17 sedute, con il bilancio che da inizio anno è passato addirittura in negativo del 4,84%!!
E' del tutto evidente che in fasi di forte turbolenza come quella che stiamo vivendo serve un approccio agli investimenti diverso e dinamico. A tal proposito, ricordiamo l'importante evento che si terrà all'ITF di Rimini dal titolo "Il mio patrimonio supererà la crisi dei mercati? Il parere dei Consulenti Finanziari Indipendenti" http://www.itforum.it/itforum-2012-rimini/programma.html?mode=corso&idcorsi=20 a cui parteciperemo in qualità di relatori.
I portafogli dei clienti vanno implementati con strumenti flessibili, adatti a preservare il capitale, ma nello stesso tempo che possano generare un rendimento positivo anche in fasi di negatività dell'azionario. Riteniamo che il peso sul mercato italiano debba essere progressivamente ridotto; già da qualche mese abbiamo introdotto fondi che investono in altre aree geografiche, con una diversificazione anche dal punto di vista valutario. Recentemente inoltre abbiamo inserito uno strumento long/short che, in questa fase di discesa degli indici, ha ottenuto un rendimento positivo del 9%.

In fasi particolari come quella che stiamo vivendo sotto tanti punti di vista, anche sotto il profilo finanziario serve un'attenzione ed una focalizzazione diversa; soprattutto devono essere utilizzati  strumenti innovativi che da qualche tempo non sono più destinati solo ad investitori istituzionali, ma possono essere sottoscritti da qualsiasi risparmiatore. Se volete maggiori informazioni ed un'analisi personalizzata, il nostro Studio è a disposizione per illustrare i benefici. Non è mai troppo tardi per investire al meglio i propri capitali, anche perchè i prossimi mesi metteranno a dura prova i nervi di qualsiasi investitore.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 11 aprile 2012

I "CONSIGLI" CHE FANNO RICCHE LE BANCHE

In finanza accade spesso quello che in altri ambiti non è minimamente pensabile, ossia il fatto di pagare commissioni alte sui prodotti senza nemmeno fiatare. E' vero che in questo caso, probabilmente, l'asimmetria informativa tra chi colloca i prodotti (la banca) e chi lo sottoscrive (il cliente) è più spiccata che in altri settori, ma trovo sicuramente strano che i risparmiatori non si accorgano, o non vogliono accorgersi, che i "consigli" ricevuti allo sportello bancario sono finalizzati alla redditività della banca stessa. Si spingono infatti  i prodotti più funzionali all'esigenza di incamerare velocemente commissioni a danno dell'interesse del cliente.
Ecco perchè si fanno sottoscrivere prodotti tipo le polizze index (le più costose e meno efficienti), le obbligazioni strutturate che garantiscono forti upfront (cioè commissioni iniziali)  e che ingessano per diversi anni i risparmiatori.
Cosi' come ai clienti si fanno ancora discorsi ormai diventati anacronistici come guardare gli investimenti nel lungo termine, perchè nel tempo l'azionario paga sempre. A parte il concetto soggettivo di lungo termine, sarebbe il caso di chiedere anche ai tanti sottoscrittori di gestioni  patrimoniali e di fondi comuni che investono sul mercato italiano, se sono contenti di sommare alle fortissime perdite dei mercati anche le salate commissioni (almeno il 3% all'anno tra commissioni di gestione, di negoziazione ecc), aggiungendo al danno anche la beffa!

Da alcune statistiche emerge che gli italiani dedicano meno di un'ora alla settimana alla cura dei propri interessi finanziari; la cosa è piuttosto grave e strana, specie di questi tempi, considerando il  tempo che viene dedicato ad interessi più banali e di certo meno utili.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

lunedì 9 aprile 2012

BANCHE ITALIANE DI NUOVO NELL'OCCHIO DEL CICLONE

Se qualcuno sperava che la seconda ondata di liquidità dell'operazione LTRO arrivasse a coloro che dovevano essere i veri beneficiari, ossia le aziende in primis ma anche i privati, purtroppo è rimasto deluso.
Nella mia attività di consulente ho a che fare quotidianamente con banche e clienti e ciò che si sta verificando è piuttosto una contrazione del credito, con riduzioni degli affidamenti oppure, quando ciò non avviene, con un peggioramento delle condizioni, con la banca che  invia ai clienti una comunicazione del tipo "stante le mutate condizioni del mercato creditizio e l'aumento del rischio generale di controparte, il tasso debitore verrà peggiorato di x punti percentuali". Il tutto mentre il tasso euribor, usato come parametro di riferimento per le operazioni di finanziamento, scende ininterrottamente da inizio anno ad oggi!!

E' evidente che ancora una volta le banche hanno preferito prendere a prestito la liquidità della Bce al tasso ridicolo dell'1% per tre anni, investendola in titoli di Stato italiani o ricomprando le loro obbligazione già in circolazione, piuttosto che metterla nel ciclo economico e prestarla ad industrie e privati. E così la crisi che sta investendo l'economia italiana anzichè diminuire s'incancrenisce ancora di più!

Ma stavolta la scelta dei banchieri italiani rischia di diventare un boomerang. Il New York Times e l'Herald Tribune hanno infatti lanciato un allarme sulle banche italiane e spagnole: da novembre a febbraio le banche spagnole hanno aumentato a 68 miliardi di euro le loro scorte di titoli di Stato e quelle italiane a 58 miliardi, comprando soprattutto bond dei rispettivi paesi. Il rapporto tra "rischio delle banche e rischio sovrano è aumentato" dice Societe Generale, mentre Credit Suisse lamenta il fatto che "le banche prestano ai loro governi e non alle imprese".

E cosi', mentre i fallimenti di aziende italiane si susseguono e tante altre sono con l'acqua alla gola, le banche italiane, nonostante riescano a fare guadagni facili grazie a Draghi ed alla Bce, sono tornate di nuovo nell'occhio del ciclone, come peraltro le stesse quotazioni di Borsa stanno confermando con i cali dell'ultimo mese.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it 


mercoledì 4 aprile 2012

CONFRONTO TRA FTSE MIB, DAX E SP500

Si è chiuso da qualche giorno il primo trimestre del 2012, quello solitamente migliore per i mercati e, nonostante l'andamento sia stato comunque positivo per tutti, si è accentuata ulteriormente la dicotomia esistente tra i Paesi le cui economie crescono ed i Paesi come l'Italia, in cui l'economia è in recessione.
Nel grafico qui sopra, abbiamo voluto confrontare l'andamento degli ultimi tre anni dell'indice italiano (quello con le candele gialle e nere), con l'indice americano Sp500 (quello più in alto con le candele blu ed azzurre) e l'indice tedesco Dax (candele arancioni e gialle). Partendo con base 100 dall'aprile 2009, appare quanto mai evidente come, dall'inizio del 2010, il nostro indice abbia decisamente sottoperformato rispetto agli altri due indici. Ma la cosa più inquietante è che il divario si sta decisamente accentuando con il passare del tempo. Per riassumere il tutto, chi avesse investito 100 euro tre anni fa, oggi ne avrebbe solo 67 se avesse investito sull'indice italiano, ma 117 se l'avesse fatto su quella tedesca e 127 su quella americana.
Non c'è nessun elemento, al momento, affinchè questo andamento possa modificarsi nei prossimi mesi, considerando anche il fatto che l'economia italiana è in netta recessione, con ben 11.615 aziende che hanno già chiuso per fallimento. Inoltre il possibile aumento di due punti dell'Iva e le nuove misure di austerity andranno ulteriormente ad appesantire una pressione fiscale già altissima.
Nonostante vi siano anche da noi società quotate che continuano a dare soddisfazione ai loro azionisti (si pensi a Saipem, Luxottica, Lottomatica e Brembo per citare qualche nome), è evidente che nelle politiche d'investimento di ogni risparmiatore si deve tener conto di questa evidenza. Il nostro Studio, anche per le posizioni più conservative dei nostri clienti, ha sfruttato decisamente tale andamento, attraverso operazioni long/short sugli indici che hanno generato rendimenti di notevole soddisfazione.
Ovviamente, per far questo, bisogna avvalersi di strumenti efficienti e flessibili ed occorre un'attenzione costante e continua ai mercati, che non può essere garantita da chi, come le banche tradizionali, eroga soltanto un servizio di mero collocamento di prodotti.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova

martedì 27 marzo 2012

IL NASDAQ TORNA AI LIVELLI DEL 2000

Nonostante la scorsa settimana sia stata incerta sui mercati, è bastata la seduta odierna per riportare l'indice Nasdaq Composite, in rialzo del 1,78%, ai livelli che non si vedevano da ben dodici anni! Sempre di più si amplia la dicotomia tra mercati la cui economia cresce, come gli Usa e la Germania (Dax oggi in rialzo del 1,20%) e paesi in chiara recessione, i cui indici azionari languono miseramente a livelli infimi come il Ftse Mib, il nostro indice delle maggiori blue chips.

Anche se non è il nostro mestiere fare previsioni, pensiamo che nonostante le preoccupazioni circa il possibile rallentameno economico della Cina ed i timori sul debito pubblico di Spagna e Portogallo, i mercati azionari possano avere ancora qualche spunto rialzista e siano da acquistare ancora sulle correzioni.

Certamente il più del rialzo è stato fatto ed il rapporto rischio/rendimento non è più conveniente come un paio di mesi fa; da aprile in avanti sarà fondamentale tenere gli occhi ben aperti e preservare il proprio capitale con gli appositi stop.

Anche in caso di andamento laterale dei mercati pensiamo che si possa ricavare valore dall'attività di stock picking. In Italia ad esempio stanno dando molta soddisfazione i titoli delle società a bassa e media capitalizzazione che operano con l'estero.

In ogni caso attenzione, per ora la forte liquidità continua ad alimentare i mercati, ma prima o poi anche i mercati azionari dovranno fare i conti con l'andamento dell'economia reale.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

lunedì 19 marzo 2012

IL NUOVO BTP ITALIA

A beneficio dei lettori che ci hanno scritto e che ci leggono, dedichiamo lo spazio di inizio settimana all'analisi del nuovo BTP ITALIA, di cui si parla molto in questi giorni. Si tratta del primo titolo di Stato indicizzato all'inflazione italiana che ha godimento 26 marzo 2012 e scadenza 26 marzo 2016.
Il nuovo titolo fornisce all'investitore una protezione contro l'aumento del livello dei prezzi italiani, con cedole, pagate semestralmente, che offrono un tasso reale minimo garantito collegato all'indice Istat dei prezzi al consumo.
Il Btp Italia è l'unico titolo di Stato che non viene messo all'asta, ma collocato dal tesoro tramite la piattaforma MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato) dal 19 al 22 marzo 2012 e tutti gli importi richiesti saranno esauditi.  

Il tasso cedolare (reale) minimo garantito è pari al 2,25%.
 Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo, sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore al tasso cedolare (reale) minimo garantito. La data di regolamento di tutti gli ordini di acquisto è unica e coincide con quella di godimento. Il numero indice dell'inflazione calcolato alla data di godimento e regolamento del titolo è 101,32258 ed il codice Isin è IT0004806888.

Un aspetto positivo da segnalare del "nuovo" BTP consiste nel fatto che pagherà cedole e capitale legati non la tasso di inflazione europea, ma al tasso di inflazione italiana. Tale indicizzazione consente una maggior protezione, poichè permette di agganciare i pagamenti del titolo obbligazionario all'effettivo andamento del costo della vita del paese Italia. Infatti dal 2001 ad oggi, l'inflazione italiana è aumentata di 2 punti percentuali di più di quella della zona Euro (+26,3% ITA contro +24,3% EU). E lo stesso si è ripetuto nel periodo che intercorre tra il 2008 ed il 2012 con l'inflazione italiana che fa segnare un +8,83% mentre quella della zona euro un più modesto +7,43%.
Inoltre c'è da aggiungere che non vi saranno commissioni a carico degli investitori e per chi acquista all'emissione e detiene il titolo sino alla scadenza, è previsto anche un "Premio fedeltà" pari al 4 per mille lordo (solo per le persone fisiche).

In caso di deflazione, le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito, quindi con una protezione estesa non solo alla quota capitale; ma la vera novità consiste nel fatto che i BTP Italia pagano la rivalutazione insieme con la cedola ogni semestre.
In sostanza, in ottica di diversificazione, il "nuovo" BTP ITALIA può rappresentare un investimento interessante, sia considerando la scadenza non troppo lunga che l'indicizzazione al costo della vita.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it


lunedì 12 marzo 2012

UN INVESTIMENTO VINCENTE

Mentre al nostro blog "Il Risparmio Intelligente" si susseguono copiose le richieste di analisi di Portafoglio da parte di risparmiatori sempre più delusi delle proprie banche, voglio oggi parlarvi di un investimento che nel giro di poco più di tre mesi ha dato molta soddisfazione ai nostri clienti. Si tratta dell'obbligazione Generali con scadenza 09/2024 e cedola 5,125% (Cod. Isin XS0452314536).

Contrariamente a ciò che accade in banca, in cui vengono molto spesso appioppati ai clienti prodotti opachi ed eccessivamente costosi, una parte dei capitali dei nostri clienti viene investita in obbligazioni che, oltre che garantire il capitale, producono  cedole periodiche e costanti.

Come sapete le obbligazioni tradizionali, normalmente, vengono emesse e rimborsate a 100 e distribuiscono ai loro sottoscrittori una cedola periodica che può essere annuale, come in questo caso, oppure semestrale o trimestrale.

Le obbligazioni che consiglia lo Studio Andreoli & Taccuso sono sempre quotate su mercati regolamentati e pertanto possono essere negoziate liberamente anche prima della loro scadenza. In questo caso a fine novembre, sfruttando i cali dei mercati dovuto al rischio Italia ed all'aumento dello spread Btp/Bund, abbiamo consigliato l'acquisto del titolo che all'epoca quotava attorno ad 80 centesimi ed a quel prezzo garantiva un rendimento a scadenza vicino al 7%. In soli 3 mesi l'obbligazione, che oggi quota 101, ha messo a segno una performance assoluta di oltre il 26%, senza considerare il rendimento della cedola!!

Ogni giorno sui mercati finanziari si presentano interessanti opportunità; il segreto sta nel riuscire a coglierle.... e se si è liberi da conflitti d'interesse è molto più facile!!

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it 

venerdì 9 marzo 2012

APPLE, IL NUOVO IPAD E LA BORSA

Proprio in questi giorni si fa un gran parlare di "The new Ipad", la nuova versione del tablet di Apple che, solo nell'ultimo trimestre dello scorso anno, ha venduto 15,4 milioni di pezzi, più di qualsiasi altro pc di tutti gli altri competitors messi insieme. E' innegabile che in questi anni la società di Cupertino sia stata un esempio da seguire per qualsiasi altra società al mondo, per innovazione ed utili prodotti. Steve Jobs verrà sicuramente ricordato nel tempo come una delle persone che ha rivoluzionato il modo di vivere e di lavorare di tutti noi. Quello che mi preme sottolineare qui, prendendo spunto da un illuminante articolo di Francesco Caruso http://www.francescocaruso.ch/apple-la-follia-dei-mercati-ha-mai-fine/ , è la quotazione pazzesca di Borsa raggiunta dal titolo Apple. Come si cita nell'articolo, la capitalizzazione della società è oggi pari al 43% dell'intera Borsa Tedesca (!!!!), al 100% di tutti i titoli che compongono la Borsa Italiana. Per fare solo un esempio, Fiat che ha quasi 200mila dipendenti, capitalizza 1/60 di Apple che di dipendenti ne ha 60mila (chissà cosa penserà Marchionne!).

Sapendo della mia attività di Consulente, capita spesso che chi mi conosce mi chieda se il titolo Apple sia da acquistare. E' indubbio che chi l'ha acquistato e mantenuto in questi anni abbia fatto l'affare del secolo, nel grafico qui a fianco, si può notare che dal luglio del 2006 la quotazione è decuplicata !!! Va detto, tuttavia, che uno degli errori che purtroppo compie la maggior parte dei risparmiatori è  investire guardando l'andamento passato di un titolo, dimenticando che non è scritto da nessuna parte che ciò che si è verificato in passato debba necessariamente ripetersi anche in futuro.

E' evidente che Apple è uno straordinario esempio di gestione eccellente di una società; non dimentichiamo però quello che è successo ad altri colossi, i cui prodotti sono entrati ormai nella vita quotidiana di tutti noi: Microsoft nel 2000 quotava 53 dollari ed ora dodici anni dopo ne quota 32, Coca Cola valeva 86 nel 1998 ed oggi solo 69. Senza contare altre società che nel frattempo sono fallite, come Enron o Worldcom.

Il primo presupposto per fare un investimento è quando il rapporto rischio/rendimento è dalla nostra parte e non c'è dubbio che a questi prezzi, il rischio di calo sia, nel tempo, maggiore rispetto alle possibilità di ulteriori rialzi. Quindi attenzione a non farsi prendere la mano dalla possibilità di facili guadagni. Quando guidiamo l'auto non guardiamo lo specchietto retrovisore, ma guardiamo davanti a noi per non andare a sbattere, per cui forse sarebbe più proficuo cercare tra le società oggi meno gettonate quella che potrebbe diventare la nuova Apple di domani.....

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

lunedì 5 marzo 2012

CHECK UP GRATUITO DEL VOSTRO PORTAFOGLIO

I risultati positivi raggiunti dalla mia attività di Consulente Finanziario Indipendente in questi anni non certo facili, oltre a darmi più slancio e motivazione per affrontare con sempre più passione le sfide di ogni giorno, mi hanno anche permesso di capire che in Italia, purtroppo, la cultura finanziaria dei risparmiatori è a livelli piuttosto bassi.
Ne deriva che banche, posta e compagnie assicurative hanno terreno fertile nel proporre e collocare prodotti inutilmente costosi, poco efficienti e quasi mai funzionali al raggiungimento degli obiettivi e delle esigenze finanziarie dei loro clienti.
D'altro canto, tutte le volte che incontro un potenziale nuovo cliente (in genere liberi professionisti ed imprenditori), ed ho la possibilità di illustrare i "plus" della mia professione, si mostrano sempre molto interessati di poter avvalersi di una figura che è l'unica nel panorama finanziario Italiano che può veramente tutelarli, sia dal punto di vista attivo che passivo.

In questi anni il mio Studio ha investito molto tempo e risorse per far conoscere a risparmiatori, aziende ed Enti pubblici i benefici di una gestione professionale e priva di conflitti d'interesse. Per questo motivo abbiamo deciso di effettuare, durante tutto il mese di marzo, l'analisi totalmente gratuita del Portafoglio alle prime dieci persone che ci contatteranno. Chi si rivolgerà a noi avrà la possibilità di conoscere i costi occulti dei propri investimenti, la loro vera rischiosità e soprattutto se il rendimento che stanno ottenendo è congruo rispetto al rischio che stanno correndo.

Siamo a disposizione di tutti coloro che ci vorranno contattare per mail, cellulare e anche via Skype. Il primo modo per migliorare il rendimento dei propri quattrini e realizzare i propri obiettivi, è risparmiare i costi inutili!!!

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it